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I portali in pietra delle “case palaziate”

Portali_terranovaPasseggiando per Terranova S.M. si possono ammirare alcuni palazzi nobiliari come Palazzo Pigneri e Palazzo Zito che a partire dai primi anni dell’800, furono fatti costruire dalle famiglie più in vista della zona, in conseguenza del terremoto del 1783 che rase quasi al suolo l’antica Terranova. Dell’intero patrimonio edilizio rimase ben poco. I danni materiali raggiunsero la stima di 500.000 ducati, ponendo Terranova al quinto posto dopo Reggio, Polistena, Cittanova e Bagnara. Dopo il terremoto, nel 1785 fu redatta da Pietro Galdo una pianta topografica che nel 1788 fu sostituita da Galdo De Cosiron con la costruzione delle case palaziate. Queste case dette palaziate, per distinguerle dal palazzo del feudatario del luogo, solitamente erano occupate dall’economo o esecutore del feudatario quando questi aveva la sua residenza principale in una cittadina differente. La particolarità di queste abitazioni è rappresentata dall’ingresso adorno da interessanti portali di pietra, frutto delle maestranze locali le cui botteghe sono rimaste quasi sempre anonime. Anticamente, quando non esistevano materiali adatti a sopportare tensioni di trazione, i portali venivano costruiti ad arco in pietra o in mattoni composti in conci. Il punto più alto o chiave di volta di solito recava lo stemma nobiliare decorato con simboli araldici di facile comprensione. In Via Roma 19, Via Roma 66, Via Piave 11 e L.go Trinità 12, i portali in pietra sono rimasti a testimoniare il passato, la civiltà architettonica scomparsa, ed il modo di lavorare degli scalpellini che ci hanno preceduto. Questi portali sono caratterizzati dalla medesima struttura ed armonia decorativa. L’arco di ingresso è costituito da basi poggianti o piedritti scolpiti con motivi a losanga, mentre le pietre tagliate a diamante sono disposte in maniera radiale verso il centro decorato con uno stemma ricco di volute. La loro conservazione ed un possibile restauro è d’obbligo per evitare la distruzione di questo patrimonio storico-culturale di calabria.


Loredana Rizzo
 

 

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